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Il bigattino (larva di mosca carnaria) è l’esca per eccellenza delle acque interne. Micidiale su praticamente ogni tipo di pesce e in ogni tipo di acqua , che sia lago torrente o fiume
e che sia corrente lenta o rapida. Questa esca permette di catturare praticamente tutti i ciprinidi, altrettanto micidiale sui salmonidi, col bigattino sull’amo praticamente non si sa mai cosa può aver abboccato. Altamente catturante sia x il suo costante movimento in acqua che per l’odore rilasciato , molto utilizzato anche per via del suo doppio utilizzo , è ottimo sia per l’innesco che per la pasturazione, ha dalla sua però la pecca di essere scarsamente selettivo e quindi bersaglio della minutaglia che si aggira sotto sponda. Tecniche ed utilizzo Le tecniche di pesca in cui si può usare il bigattino sono varie , dalla passata alla pesca a fondo, fino ad innescarlo su lenze per la pesca a striscio. Può essere utilizzato come pastura incollato e negli ultimi anni ha preso piede anche come esca in mare (ottimo x esempio sulla pesca con bombarda a recupero per aguglie e pesci stella), micidiale oltre che per i ciprinidi (cavedani,barbi,carpe etc etc) anche per la pesca alla spigola in foce e nei canali, ottimo anche nella pesca alla trota. Sull’utilizzo del bigattino nell’insidiare la trota però bisogna fare attenzione alla categoria assegnata al corso d’acqua poiché è vietato l’utilizzo del bigattino nei bacini di categoria A (molto dipende dalle delibere regionali o provinciali, informarsi quindi prima) Il bigattino fresco è facile da riconoscere poiché presenta una macchia scura sul corpo il che indica che ha mangiato da poco (è infatti l’organo digerente quello che si vede), durante la pescata è fondamentale cambiare il bigattino innescato con una certa frequenza poiché uno dei fattori catturanti della larva è il suo continuo movimento , quindi di tanto in tanto bisogna controllarne lo stato. Conservazione Il bigattino si conserva per pochi giorni se non tenuto accuratamente, poiché tende ad ammassarsi stando in continuo movimento , divenendo in poco tempo caster(stato crisalide) per poi diventare mosca. Il suo continuo sfregarsi infatti produce calore che tende ad evolvere appunto il suo stato larvale (il tutto può avvenire nel giro di un paio di giorni), per conservarlo degnamente basta metterlo in una borsa termica o ancora meglio in un piccolo frigorifero portatile mettendolo su bottiglie d’acqua riempite per ¾ e ghiacciate, provocando quindi un abbassamento della temperatura e non permettendo l’evolversi dello stato larvale.
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